Recensione . Le mamme ribelli non hanno paura

Buongiorno Readers,
è un po che non vi scrivo ma ciò non vuol dire che non vi pensi.
Oggi vi presento un libro molto importante per me “Le mamme ribelli non hanno paura” di Giada Sundas.
Vi chiederete come mai è così importante, beh c’è una gran novità…

...diventerò presto mamma anche io!

Ecco... vi ho finalmente svelato il motivo per cui sono stata lontana dal blog in questo ultimo periodo, il ranocchietto dentro di me aveva bisogno di attenzioni!
Ora però sono tornata e sono pronta per la prima recensione.


Ci sono stati giorni in cui ho organizzato complicate attività ludico-pedagogiche, altri in cui ti ho convinta che passare l'aspirapolvere fosse il massimo dello spasso; ci sono stati giorni in cui ho organizzato una linea d'azione la sera prima, altri in cui ti ho tirato giù dal letto urlando, fatto fare colazione con gli avanzi di cibo trovati in macchina e ti ho lavato la faccia nella fontanella della scuola; ci sono stati giorni in cui ho preparato una complessa ricetta, ripagata con la totale indifferenza, altri in cui ho ricevuto i complimenti per i fusilli olio e parmigiano.
Appena ha sentito un piccolo cuore battere dentro il suo, Giada ha cominciato a essere madre. Ma solo quando l’ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un’altra e per sempre. Perché quando nasce un figlio si rinasce di nuovo. Si rinasce madri. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio e ha ascoltato ogni consiglio. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto le veniva come era scritto in quei libri o come le avevano detto di fare. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: che non esistono regole, leggi, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo tra una ninnananna ricca di parole dolci e un rigurgito che rimane su una maglia per giorni. Tra un abbraccio che arriva inaspettato e cambia la giornata e un cartone animato che si odia perché lo si conosce ormai a memoria. Non c’è una ricetta, nessuno la conosce. Le risposte sono dentro ogni madre, sono lì, nel profondo dove risiede l’istinto. Dove vive e cresce l’amore più incondizionato che si possa provare. Dove non c’è bisogno di consultare nessuna enciclopedia per sapere cosa è giusto fare. È l’imperfezione l’unica verità. La morbidezza di un bacio sbavato, la tenerezza di un gioco improvvisato con una mollica di pane, la bellezza di un codino che non riesce a star dritto. Sono queste le magie che scaldano il cuore e fanno un figlio felice. Perché sono loro a insegnare che anche sbagliando si può volare, anzi, si vola ancora più in alto.



Le mamme ribelli non hanno paura è il libro giusto capitato al momento giusto.
E’ stato pubblicato da Garzanti l’11 Maggio 2017 e io solo tre giorni prima avevo scoperto che di essere in dolce attesa.
Impossibile non esserne palesemente attratta.
Il libro descrive la gravidanza di Giada, da quando inizia ad avere i primi dubbi sull’essere o meno incinta fino ai primi anni della sua bimba Mya.

Giada scrive con un linguaggio pratico, di una ragazza giovane (quasi quanto me) che si rivolge ad una coetanea. Non mente spudoratamente per sembrare una “Brava Madre”, anzi, parla con una schiettezza tale che ha colpito nel segno.
Io, in particolar modo, sono stata colpita. Per la prima volta da quando ho aperto questo blog, ho trovato un libro che mi ha fatto ridere fino alle lacrime in certe parti, e piangere fino a singhiozzare in altre.

Le parti che ho preferito sono quelle che raccontano anche di Moreno, il compagno di Giada, queste sono indice della complicità e dell’amore che mostrano l’un l’altro.
Ogni volta che ne leggevo una volevo rileggerla al mio di compagno.

“All’inizio della gravidanza succede questa cosa incomprensibile detta bicameralismo corporeo discordante. Praticamente il corpo si divide in due fazioni e metà di te è consapevole di essere incinta mentre l’altra metà lo nega spudoratamente.
Succede perché le prime settimane il bambino non si palesa in modo evidente, ma facendoti recapitare sintomi improbabili per ricordarti che non sei sola.
Ad esempio, ero appoggiata sul divano nella posizione dell’ombrello aperto, leggevo un libro racchiusa in una idilliaca foschia di pace, quando mi passò vicino papà che si era appena potato la selva di barba trimestrale. Un cumulonembo di Axe Africa mi
travolse e violentò le mie narici senza pietà, cosa che mi avrebbe fatto anche piacere fino a poche settimane prima, in quanto il profumo di quel dopobarba ha accompagnato felici episodi della nostra storia, compreso il nostro primo appuntamento, e a ogni suo leggero sentore mi si risvegliano meravigliose memorie. Quel giorno, fu piacevole come i bidoni
dell’umido in un giovedì d’agosto.
«Moreno, mannaggiattè, che puzza.»
«No, bella, non fare la furba, non sono stato io sta volta.»
«Non è il culo il problema, è la faccia! Vai a lavarti prima che vomito.»
«Ma se mi sono appena messo il dopoba…»
«vai a togliertelo!»
«Ma perché?»
«Perché mi fa venire il vomito.»
«E che mi metto? Il Prep?»
«Eh sì e poi? Qualcosa di più forte non ce l’abbiamo? Datti anche una mano di Vicks a ’sto punto.»
«Allora mi metto la Fissan che non fa odore.»
«No, ma sei pazzo? È piena di paraffina.»
«Eh ma quante storie! Vado a mettermi la pasta d’acciughe.»
«Ecco, adesso ho fame.»
«Sì va be’, Giada, ma tu non sei incinta, sei rompicoglioni.»
«Grazie eh. Sii carino con me, sto incubando.»
«Qui l’unico che c’è rimasto incubato sono io.»
«Cosa?»
«Niente, vado a lavarmi la faccia e ti faccio un toast»,
disse chinandosi per darmi un bacio.
«Dio mio vattene! Senti che puzza ’sto Axe Congo…»
dissi io coprendomi il naso,
«…e poi non voglio il toast, voglio la bagna cauda.»
«La bagna cauda alle due del pomeriggio, Giada? E a cena roastbeef di uranio impoverito?»
«Allora i Cheerios.»
«Ma cosa c’hai? Le papille bipolari?»
«ehi, dove stai andando?»
«Dove vuoi che vada, a cercare su Trivago un all inclusive per il Messico.»


Ok, si… vi ho pubblicato un po’ più che una citazione.. ma credo che sia un aneddoto che vi farà venire anche più voglia di leggere il libro.

Cos’altro posso dirvi per convincervi che questo libro ne vale la pena.
Sia che voi siate mamme, che siate future mamme o che non abbiate nessuna intenzione di diventarle; oppure che siate papà e futuri papà perché anche in questo caso il libro vi può dire tante cose che le vostre compagne non diranno mai, non potete perdervi questo romanzo di Giada Sundas.

Io l’ho comprato in ebook ma lo comprerò sicuramente anche in versione cartacea per averlo sempre a portata di mano nel comodino ogni volta che ne sento il bisogno.

Buona lettura!!!

K.

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